La Birkin | Hermès

La Birkin

 
  • 1984
    Incontro a diecimila metri di quota fra Jean-Louis Dumas e l’attrice inglese. La giovane madre di famiglia si lamenta di non riuscire a trovare una borsa adatta ad accogliere i biberon della figlia Lou. Empatico e geniale, il signor Dumas le disegna subito una borsa multiscomparto soffice e profonda. Con i suoi segni distintivi: il profilo lucidato, un nottolino e, ovviamente, la cucitura a punto sellaio. Nascita di una leggenda.
  • 1990
    La Birkin ha ottenuto in una decina d’anni un formidabile successo in tutto il mondo. Nei suoi 40 cm di larghezza ci si può mettere di tutto, la patta della Birkin va infilata all’interno, per portarla con sé va impugnata con decisione per i due manici. Eccola nelle versioni in pelle di vache, di struzzo o di vitello e in due nuove dimensioni, da 30 e 35 cm, poi, in seguito, da 25 cm. La Birkin è mutante. Ma non cambia mai.
  • 2009
    Una borsa Birkin è anche sinonimo di semplicità formale, quella del rettangolo. E allora, perché non giocare con la sua geometria? Ecco dunque la Birkin shadow che gioca con un effetto trompe-l’œil: le cinghie sono reali o disegnate? Quando l’angolazione visiva è perpendicolare, l’illusione del rilievo è deliziosamente sorprendente. Una Birkin ingannevole, ma è pur sempre una borsa.
  • 2010
    La Birkin So-Black è stata concepita per gli amanti del nero monocromo. Non soltanto il vitello box è di un nero sontuoso, ma grazie a un procedimento segreto e innovativo, tutti i pezzi metallici, lucchetto, ponti, nottolino, chiavi e borchie sul fondo sono di un nero denso e brillante. Logico quindi che la Birkin So-Black si presenti in una scatola nera.
  • 2013
    L’uso della tela da parte di Hermès risale all’inizio del xx secolo. Apprezzata per la sua leggerezza, viene impiegata per abiti da spiaggia o cappelli estivi. Poi, è stata associata alle pelli più belle, conferendo loro un tocco sportivo. Così, la Birkin flag rinnova lo spirito delle grandi traversate atlantiche. Quando le persone eleganti mettevano sui propri bagagli un colore distintivo per evitare di perderli. Il gallone centrale a contrasto della Birkin flag è un’allusione a quell’epoca.
  • 2017
    Prendete un carré con il nome di una filastrocca infantile e stampatelo su una Birkin. La pelle stampata, ecco il prodigio: un disegno originale rielaborato e adattato al modello, una stampa serigrafica, un quadro per ogni colore, ma anche un assemblaggio di una precisione orologiera per garantire l’omogeneità del disegno. Un, due tre, ecco la Birkin One Two Three And Away We Go!
  • 2018
    Un cuoio emblematico, scomparso da tempo immemorabile, fa il suo ritorno: una pelle di vache con concia 100 % vegetale. Per la Birkin vache naturelle in versione liscia, la materia rarissima subisce una concia all’anilina, senza fissaggio, con una finitura trasparente che lascia intravvedere tutto. La pelle, granosa, si patina in tutta la sua bellezza. La Birkin vache naturelle è disponibile unicamente nella tinta naturale-sabbia 

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